Storia dell'US Foggia
a cura di Pino AutunnoIl Foggia - Incedit di Rosa Rosa, Pugliese e ...Nocera
La seconda guerra mondiale porta a Foggia solo morte, distruzione, paralisi. La città ridotta a un cumulo di macerie dai bombardamenti, è in ginocchio. Ciononostante, nel'45 il calcio si rimette in moto grazie soprattutto al contributo di Roberto Fini, il vero artefice della rinascita. La ripresa regala subito una insperata promozione in B, maturata per meriti sportivi. Foggia, però, che è ancora alle prese con gravi problemi da risolvere, si lascia cogliere impreparata dall'appuntamento. Per cui il ritorno in C è quasi fisiologico. Sulla scena locale, nel frattempo, si affaccia l'Incedit, la squadra della Cartiera, con la quale i rossoneri si apprestano a disputare i primi sentitissimi derby. A cavallo degli anni '50 il Foggia naviga con alterne fortune in C. Il '51 potrebbe essere l'anno buono per il grande salto, ma dopo aver dominato il campionato guidato dalla mano sicura di Vincenzo Marsico, l'undici rossonero cede allo Stabia nello sfortunato pareggio del 17 giugno di Firenze.Devono trascorrere due stagioni per l'attesa riscossa: nel '54, con Lupo alla presidenza e Migliorini in panchina sembra essere la volta buona, ma nelle finali il Foggia crolla ancora una volta miseramente. Il 1957 è un anno di fondamentale importanza nella vita societaria: in luglio il Foggia e l'Incedit coagulano le forze e danno vita ad un unico sodalizio. Nasce l'US Foggia & Incedit, alla cui presidenza assurge Armando Piccapane, e nel '58 giunge il ripescaggio in serie C. Nel 1960 il Foggia, finalmente, trova un posto al sole. Costagliola spinge i rossoneri in B, ma il vero segreto del successo ha un altro nome: Vittorio Cosimo Nocera, il bomber di Secondigliano, che sta per inaugurare la nuova era del calcio dauno. Per quanto infatti il ritorno in C si materializza una sola stagione più tardi, in seno alla società sono in atto profondi stravolgimenti che consentiranno di raggiungere quella solidità economica indispensabile per centrare traguardi più ambiziosi. Il nuovo mecenate del calcio foggiano si chiama Domenico Rosa Rosa, il quale nel '61 si insedia al timone della società ed in co-produzione con il tecnico Oronzo Pugliese dà la scalata alla serie A. E' l'anno di grazia 1964.
Entrati di diritto nell'elite del calcio nazionale, i rossoneri dimostrano di meritare il posto raggiunto. Giunge un insperato nono posto, impreziosito dalla memorabile vittoria ottenuta a spese dell'Inter euromondiale di Herrera, e con esso le convocazioni in azzurro di Nocera e Micelli.
Dopo due consecutive salvezze il Foggia però improvvisamente si arena. Rubino prima e Bonizzoni poi non riescono a centrare una nuova impresa e per i rossoneri si spalancano nuovamente le porte della cadetteria.






