Storia dell'US Foggia
a cura di Pino Autunno
Il fallimento dell'84
La retrocessione resta il peggiore dei mali, il 24 aprile dell'84 la sezione
fallimentare del Tribunale di Foggia dichiara l'US Foggia fallita. All'appello
mancano 1 miliardo e 59 milioni di versamenti Irpef. La gestione Fesce
è all'epilogo, il notaio Giuliani mette a punto un piano di salvataggio
che prevede la creazione di un comitato di gestione a termine. Entra in
scena
Antonio Lioce, che avvia la sua breve e sfortunatissima parentesi
di plenipotenziario del Foggia, prima di abdicare in favore dei due personaggi
destinati a scrivere le pagine più esaltanti di ottanta anni di
storia rossonera.
Il rinascimento del calcio foggiano
Pasquale e Aniello Casillo,
sono di San Giuseppe Vesuviano, ma possono considerarsi foggiani d'adozione.
Ad avvicinarli al calcio è il papà Gennaro, che ha trasferito
in Puglia i propri interessi nel settore molitorio. Hanno il fiuto per
gli affare i due impreditori napoletani, che non tardano molto a comprendere
che il Foggia può diventare l'azienda simbolo del loro inarrestabile
espansionismo. Avvalendosi della competenza di
Pavone e
Zeman
si calano nell'affascinante avventura di rilanciare il calcio foggiano.
Fallisce il primo tentativo con Zeman, ripudiato per un accordo segreto
raggiunto col Parma, ma non va meglio il secondo assalto con
Marchioro,
che cade sull'ultimo ostacolo. Non sbaglia invece
Caramanno che
nell'89 materializza il ritorno in B e che per tutta risposta si ritrova la porta
sbattuta in faccia. I Casillo fanno dietrofront, tornano al primo amore.
Zeman ed il Foggia si ritrovano quella stessa sera del 4 giugno
dell'89. Non si lasceranno più sino a tutto il '94. Saranno cinque
stagioni memorabili che lanceranno in orbita elementi del calibro di
Mancini,
Rambaudi,
Baiano,
Signori e
Barone.
Il vero capolavoro, però, il boemo lo compie nella stagione '92/93
quando, dopo essere stato l'artefice principale del rinnovamento che porterà
alla diaspora di tutti i migliori, riassettando la squadra dalle fondamenta,
riuscirà a conseguire una salvezza che da più parti verrà
salutata come un autentico miracolo calcistico. Il luccicante passaggio
di Zdenek Zeman da Foggia si lascia dietro un unico, grande rammarico:
non aver raggiunto la qualificazione UEFA nel '94. Un sogno infranto sull'ultimo
ostacolo, nel derby fratricida col Napoli. Tutte le belle favole, però,
prima o poi sono destinate a finire. Come quella del Foggia. Prima il
crack finanziario di Casillo, poi l'addio di Zeman sfiancano una struttura
che negli ultimi anni si era avvinghiata ai suoi due personaggi cardine.
Entrano in scena la Caripuglia, quindi il Tribunale di Napoli. E il Foggia
sprofonda miseramente, prima in C/1, poi addirittura in C/2 toccando così
il punto più basso della sua storia.